L'attacco terroristico e gli scenari plausibili

(11 Aprile 2002)



 

Queste righe vogliono continuare il commento iniziato subito dopo l'attacco terroristico negli USA. Sono state scritte con l'aiuto e la collaborazione del mio amico analista finanziario Dott. Giulio Garsia.

 Ritengo che ciò possa essere utile a chiarire i rischi che gli investitori potrebbero dover fronteggiare nelle prossime settimane.

Attacco agli USA. Il commento del 11 Aprile

Cosa succede

Ovviamente quanto sta accadendo in Medio Oriente tiene gli operatori col fiato sospeso a causa delle possibile conseguenze sul prezzo del petrolio e quindi sulla ripresa economica.

Il prezzo del barile è salito dai 17 dollari di febbraio agli attuali 27.Si stima che nel prezzo attuale sia compreso un premio al rischio di 5 dollari che dovrebbe essere velocemente riassorbito non appena la tensione in Israele diminuirà anche in considerazione del fatto che l’attuale livello delle riserve strategiche mondiali è considerato soddisfacente.

Per quanto riguarda i dati economici, il flusso di notizie si è mantenuto positivo , in particolare sono emersi elementi in grado di giustificare la tenuta dei consumi in America. Qualcuno sosteneva che i consumatori non avendo mai fatto significativi passi indietro non potessero "matematicamente" reggere a lungo. L’emorragia di posti di lavoro si è arrestata. Nei mesi scorsi ne erano andati persi un milione e mezzo. I benefici fiscali hanno alzato il livello di reddito disponibile e dovrebbero mantenersi per tutto il 2002. Si calcola che potrebbero essere annullati solo da un prezzo del barile al di sopra dei 30 dollari. La stessa soglia è individuata come livello di rischio per l’economia europea.

All’orizzonte degli investitori rimangono (come è naturale!!) elementi di preoccupazione, ma è possibile vederli con un certo ottimismo. Il primo fattore di preoccupazione è quello legato al prezzo del petrolio. Rispetto alle crisi precedenti sta però maturando un fattore nuovo introdotto dall’entità della produzione russa che nel mese di febbraio ha superato quella saudita. La Russia ha un forte interesse alla cooperazione con i paesi occidentali e molto probabilmente, in caso di necessità, farebbe suo il ruolo ricoperto dalla Cina quando durante la crisi asiatica scelse di non svalutare la propria divisa. Il ruolo della Russia (*)potrebbe, nei prossimi anni, essere cruciale anche nel riequilibrio della bilancia dei pagamenti americana. Come abbiamo più volte segnalato in queste righe l’America risulta "debitrice" nei confronti del resto del mondo avendo comprato più di quanto ha venduto – in altri termini gli USA sono stati il motore dell’economia mondiale!! Si tratta di uno squilibrio che, per quanto privo di un preciso livello di intollerabilità , è da considerarsi pericoloso in quanto tutte le principali crisi finanziarie sono state scatenate da disequilibri di questo tipo. Esiste però la possibilità che si verifichi nei prossimi anni quello che tecnicamente viene definito decoupling ossia una maggiore crescita del resto del mondo rispetto all’America. La Cina ha ripreso il ritmo di crescita che le è necessario per sostenere i propri processi di riforma. Nel 2002 dovrebbe crescere del 7,5 per cento e nel 2003 dell’8 rappresentando così il più alto tasso di sviluppo sul pianeta. L’Europa dovrebbe essere in grado di fare la sua parte in particolare grazie al contributo della parte orientale. Il Giappone rimane in crisi, ma ormai non partecipa alla crescita mondiale da diversi anni.

 

Il mercato obbligazionario potrebbe riprendere leggermente fiato a seguito della diffusione dei dati relativi al secondo trimestre che potrebbero risentire "negativamente" della forte spinta che il bel tempo ha fornito alle costruzioni ed ai consumi nei primi mesi dell’anno e quindi presentare un rallentamento, comunque salutare per evitare surriscaldamenti dell’economia. Nei mesi successivi e verso la parte finale dell’anno i rendimenti dei titoli di stato decennali americani sono, però attesi in salita sino a 5,75 con conseguente effetto negativo sulle quotazioni.

(*) Il mercato azionario russo ha riportato proprio in questi giorni un massimo storico ,anche se con pochi volumi, anche per il prezzo raggiunto dal petrolio. Lo sfruttamento delle risorse petrolifere è legato alla costruzione di una rete di oleodotti che dovrebbero essere pronti in pochi anni.

 

Questa nota si basa su dati di pubblico dominio ritenuti attendibili ,ma suscettibili di modifiche improvvise. Intende soltanto proporsi come ausilio alla comprensione dei movimenti dei mercati finanziari . Non intende essere uno strumento di analisi nè intende sollecitare qualsivoglia operazione di compravendita di prodotti finanziari .

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