L'attacco terroristico e gli scenari plausibili

(7 Febbraio 2001)



Queste righe vogliono continuare il commento iniziato subito dopo l'attacco terroristico negli USA. Sono state scritte con l'aiuto e la collaborazione del mio amico analista finanziario Dott. Giulio Garsia.

 Ritengo che ciò possa essere utile a chiarire i rischi che gli investitori potrebbero dover fronteggiare nelle prossime settimane.

Attacco agli USA. Il commento del 7 Febbraio

Cosa succede

Negli ultimi giorni ad una serie di dati economici positivi non è seguito un rialzo dei mercati finanziari .Hanno prevalso la sensazione che le valutazioni , almeno in alcuni settori , siano troppo alte , il nervosismo legato alla vicenda Enron ,con il conseguente timore che nemmeno le più affermate società di certificazione siano in grado di garantire l’affidabilità dei bilanci , ed il persistere di qualche dubbio sull’economia .

Con riferimento al caso Enron , società che era arrivata ad essere il più grande trader mondiale di elettricità e che da metà ottobre a fine novembre è passata da 35 ad un dollaro , il timore , oltre ad essere relativo alla possibilità che esistano altre situazioni analoghe sfuggite agli auditors - General Electric e Tyco hanno contribuito a far scendere il mercato nelle ultime sedute - e che possano emergere implicazioni politiche, è legato , più "semplicemente" , all’eventualità che possano essere introdotti principi contabili più rigorosi che portino ad una riduzione degli utili futuri. Per quanto riguarda l’economia anche al di là del dibattito circa il verificarsi o meno del doppio minimo - ripresa a V piuttosto che a W - i timori maggiori restano legati al deficit commerciale americano e alla situazione giapponese in cui si teme una crisi del sistema bancario o una fortissima svalutazione dello yen.

 

 

La serie positiva di dati dovrebbe ,comunque permettere ,non appena l’emotività connessa ai dubbi sui bilanci sarà riassorbita, una ripresa delle quotazioni oltretutto le situazioni di bancarotta (Enron) sono considerate un indicatore tardivo delle recessioni nel senso che le seguono e non le anticipano. Morgan Stanley ha alzato le proprie stime per il PIL americano portandole da 0.9 a 1.4 per il 2002 e dal 3.8 al 3.9 per il 2003. Statisticamente il periodo tra l’ultimo ribasso dei tassi ed il primo rialzo è positivo per i mercati. Anche sul fronte dei dati societari esistono buone notizie legate al fatto che le società più forti hanno dimostrato di saper conquistare quote di mercato a scapito di quelle più deboli .La Dell ha visto aumentare la propria quota nel mercato dei PC dal 12 al 14% , Cisco ha riportato nel terzo trimestre un aumento della quota di mercato dei routers passando dal 60 al 65%. Ieri ha diffuso i dati del quarto confermando l’aumento della quota di mercato e battendo le stime di utili per azione (eps) (*) . Per quanto riguarda i settori su cui esistono le maggiori aspettative di crescita gli analisti ,stanti gli attuali livelli di utile per azione (p/e) del settore TMT ( tecnologia media telecomunicazione) gli analisti puntano sul settore ciclico e su quello energetico in quanto la ripresa attesa dovrebbe essere solida ,ma lenta. I mercati azionari europei dovrebbero riportare un andamento migliore rispetto a quello americano

Con riferimento ai titoli di stato a lunga scadenza l’attuale situazione non dovrebbe vederli penalizzati . La curva dei tassi di interesse nei prossimi mesi dovrebbe appiattirsi tramite un movimento al rialzo della parte a breve.

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(*) in realtà il titolo subito dopo la diffusione dei dati è sceso di circa il 7%. Però il mercato si è focalizzato su una ripartizione del fatturato per cassa piuttosto che per competenza che è apparsa esagerata , ma che di fatto era stata già adottata negli scorsi esercizi in questo periodo dell’anno.

 

Questa nota si basa su dati di pubblico dominio ritenuti attendibili ,ma suscettibili di modifiche improvvise. Intende soltanto proporsi come ausilio alla comprensione dei movimenti dei mercati finanziari . Non intende essere uno strumento di analisi nè intende sollecitare qualsivoglia operazione di compravendita di prodotti finanziari .

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