L'attacco terroristico e gli scenari plausibili

(1 Gennaio 2002)



Queste righe vogliono continuare il commento iniziato subito dopo l'attacco terroristico negli USA. Sono state scritte con l'aiuto e la collaborazione del mio amico analista finanziario Dott. Giulio Garsia.

 Ritengo che ciò possa essere utile a chiarire i rischi che gli investitori potrebbero dover fronteggiare nelle prossime settimane.

Attacco agli USA. Il commento dell'inizio 2002

Cosa succede

Unitamente ai miei auguri per le imminenti festività voglio mantenere l’impegno per facilitare ai miei clienti la comprensione delle "forze" che intervengono sui mercati finanziari.

Il tema del momento non può che essere la ripresa prossima ventura ! Se esiste una unanimità circa il fatto che ad una recessione non possa che seguire una ripresa il dibattito diventa più articolato quando si tratta di determinarne la forza . Nella seconda parte del 2002 l’economia americana dovrebbe crescere ad un tasso annualizzato del 5% . La crescita per il 2003 dipenderà da quale scenario prenderà il sopravvento .

Il ribasso dei tassi in America è stato di 475 punti base (4,75% ) e dovrebbe proseguire con un ultimo taglio di 25 punti nel mese di gennaio. Il prezzo del petrolio (Brent) dopo esser stato superiore ai 28 dollari nel 2000 dovrebbe mantenersi di poco superiore ai 20 grazie al braccio di ferro tra la Russia ed i paesi aderenti all’OPEC .Infine non va dimenticato lo stimolo fiscale all’economia legato al pacchetto di misure approvato dopo l’11 settembre dal Congresso americano.

Chi teme che la ripresa economica non proseguirà nel 2003 punta l’attenzione sul maggior peso che il commercio mondiale ha sull’andamento dell’economia mondiale e sulle conseguenze che il rallentamento dei consumi in America può avere anche sul resto del mondo.

A tale proposito si teme che sorprese negative possano arrivare dal venire meno di tutta quella parte di retribuzione legata ai bonus di fine anno e dalla possibile maggiore propensione al risparmio che ,secondo alcuni studi , potrebbe raggiungere il 4% del reddito dall’attuale tasso negativo. In attesa che , a gennaio , nuovi dati economici contribuiscano a rinforzare l’uno o l’altro scenario continuiamo ad attenderci un mercato in oscillazione sugli attuali livelli.

Per quanto riguarda l’Europa è probabile un calo dei tassi di tre quarti di punto nella prima parte dell’anno che non appare ancora scontato dai mercati inoltre i mercati azionari , per quanto certamente non indipendenti dalla ripresa americana ,appaiono al riparo da alcuni eccessi che forse si sono nuovamente creati sul listino tecnologico americano dove alcuni multipli sono tornati ad essere troppo alti.

Il rapporto tra dollaro ed euro dovrebbe vedere la moneta europea rafforzarsi nella prima parte dell’anno fino a raggiungere ,secondo alcuni , la parità grazie alla maggiore domanda legata all’entrata in circolazione della moneta e poi tornare verso quota 0,9 verso la fine dell’anno in parallelo con la ripresa economica in negli USA

 

Le notizie di queste ore infine ci spingono ad un breve accenno alla attuale situazione in America Latina riferendo che la crisi , a detta di tutti i principali operatori , non dovrebbe contagiare altri paesi e rimanere circoscritta all’Argentina.

Questa nota si basa su dati di pubblico dominio ritenuti attendibili ,ma suscettibili di modifiche improvvise. Intende soltanto proporsi come ausilio alla comprensione dei movimenti dei mercati finanziari . Non intende essere uno strumento di analisi nè intende sollecitare qualsivoglia operazione di compravendita di prodotti finanziari .

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