Cosa
fare
(Idee e suggerimenti su cui riflettere al fine di confrontarsi con un professionista del risparmio - da non considerare come invito ad investire, ma come un invito a fissare un appuntamento con il sottoscritto) (25 Marzo 2002) |
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Queste righe vogliono essere un ideale prosecuzione
dei commenti alla situazione generale scritti con
l'aiuto e la collaborazione del mio amico analista finanziario Dott.
Giulio Garsia. Ritengo che ciò possa essere utile a chiarire i rischi che gli investitori potrebbero dover fronteggiare nell'affrontare i mercati finanziari. La globalizzazione e la situazione politica internazionale hanno infatti complicato la vita del risparmiatore medio. |
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Attacco agli USA. Il commento del 8 Marzo Negli ultimi tre mesi performance effettive superiori al 15% sono state riportate da fondi di investimento indirizzati sulle materie prime , sui paesi emergenti, in particolare Korea e Thailandia ,ed anche sull’Europa orientale.
La performance della Korea si spiega osservando come questo paese sia già riuscito in quello che il resto del mondo sta forse cercando di fare adesso ossia nello "sganciamento" dall’America. In altre parole Hong Kong ,per citare un significativo esempio di un paese della stessa area geografica, deve il 20% del proprio PIL alle esportazioni verso l’America mentre tale percentuale è ridotta al 6% in Korea grazie ad una maggiore apertura verso la Cina. Inoltre la Korea ha notevolmente stimolato la domanda interna con ristrutturazioni e politiche monetarie e fiscali. La performance dei paesi asiatici si può facilmente comprendere leggendo la tabella con i PIL delle diverse aree geografiche riportata in calce. I paesi dell’Europa orientale beneficiano anche del regolare procedere dell’iter di integrazione nell’unione europea testimoniato dalla partecipazione al recente vertice di Barcellona dei leaders dei paesi candidati. L ‘andamento del settore energetico si spiega con le particolari caratteristica che la ripresa economica ha avuto sin qui. Dati economici positivi , ma incertezze sull’andamento degli utili aziendali .Questo ha "dirottato" gli investimenti verso settori considerati più difensivi.
Ovviamente è più facile fornire spiegazioni ex-post che non previsioni , comunque appare probabile che i settori su cui puntare da ora in poi possano essere l’Europa occidentale ,le piccole società americane che principalmente a causa della ridotta volatilità del mercato dovrebbero trovare maggiore spazio nei portafogli e sia pure con maggiore prudenza ,data la performance già conseguita , i paesi emergenti .Continuano ad essere portate avanti le trattative per fornire aiuti economici ai paesi dell’Europa orientale che dal 2004 entreranno nell’Unione .Si parla di un pacchetto di circa 26 mld di euro destinato a Cecoslovacchia , Ungheria e , per il 50% del totale alla Polonia .
La conclusione di questa nota vuole essere che una strategia di investimento "opportunistica" ha più probabilità di essere remunerativa se basata sulla rotazione dei settori e/o delle aree geografiche e non o, comunque non soltanto cercando di individuare minimi e massimi nei movimenti a breve del mercato.
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